DOM- è un progetto nato nel 2013 dalla collaborazione tra Leonardo Delogu e Valerio Sirna, che indaga il linguaggio delle performing arts, con una particolare attenzione alla relazione tra corpo e paesaggio. L’uomo che cammina, a cui si ispira il titolo del progetto, è un manga di Jiro Taniguchi, che ha per protagonista un uomo di mezza età che passeggia, con l’occhio curioso di chi è attento alle piccole cose, con il passo rilassato e la voglia di scoprire gli angoli più nascosti della sua città.

La compagnia DOM- è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.


DOM-
si impegna nella trasmissione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della creazione artistica e costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici.

Leonardo Delogu lavora come ricercatore sul movimento e il paesaggio, è performer e formatore. Frequenta nel 2002 la Scuola Europea per lʼattore realizzata da Emilia Romagna Teatro per la direzione artistica di Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri del Teatro Valdoca con cui collabora stabilmente fino ad oggi. Dal febbraio 2009 a giugno 2010 fa parte del gruppo di lavoro biennale sulle Nuove scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano. Da questa esperienza fonderà insieme ad altri 11 artisti famigliafuchè, collettivo di giovani attori e danzatori impegnati nello studio del corpo e dellʼimprovvisazione. Studia inoltre con la compagnia di danza catalana Malpelo e con Claude Coldy (Danza Sensibile®). Nel 2009 comincia un personale percorso di ricerca con il progetto Tabula rasa -Tu sei dunque venuto in questa casa per distruggere. Nel 2012 apre una nuova fase di lavoro attraverso i percorsi formativi Camminare nella frana nel 2011 e Piccola scuola nomade nel 2012 che confluiranno nel 2013 nel progetto King sostenuto da Armunia e Santarcangelo Festival.

Valerio Sirna, ricercatore e performer, nasce a Roma, nel 1988; dopo il diploma di maturità classica, si laurea con lode in Lettere e Filosofia. Nel 2002 inizia a studiare teatro, e a collaborare con diverse compagnie quali Habillé d’Eau/Silvia Rampelli, Teatro Valdoca, Giorgio Ross, ricci/forte, Michele Rizzo, Muta Imago, Strasse. Nel 2011/12 frequenta il biennio di formazione Scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano. Ha concluso la formazione triennale diretta da Claude Coldy in Danza Sensibile®. A partire dal 2011 segue seminari e cicli di studio guidati da Daria Deflorian, e collabora con la compagnia Deflorian / Tagliarini, di cui è consulente e performer nel 2015 per il progetto Quando non so cosa fare cosa faccio? Nel 2016 è tra i docenti del laboratorio Scrivere la vita, curato da Daria Deflorian. Ha frequentato il primo anno sperimentale della Scuola Cònia: corso di Tecnica della rappresentazione tenuto da Claudia Castellucci . Nel 2016 debutta con l’opera prima 15.44. Le telecamere di sicurezza vedono cose bellissime, progetto finalista al bando Forever Young. Nel 2017 è finalista al Premio Scenario con i Giardini di Kensington assieme alla collega Elisa Pol. Nello stesso anno è sul set del film Capri-Batterie, con la regia di Mario Martone.

Antonio Moresco, Scrittore italiano [Mantova, classe 1947]. Dopo aver compiuto un difficile apprendistato di cui dà conto in Lettere a nessuno (1997) documentando criticamente la
difficoltà di emergere dalla condizione di scrittore sotterraneo e rifiutato dal mondo editoriale italiano, ha pubblicato nel 1993 la raccolta di racconti Clandestinità, in cui sono già presenti i temi che sostanziano la sua opera, resi in uno stile asciutto e iperrealista che ne accresce l’impatto drammatico: quello della solitudine, in primo luogo, attraversata da una dimensione del sogno come straniamento da sé, cui si affianca il motivo ricorrente di una ricerca affannata di senso che si dipana attraverso percorsi obliqui e instabili. Il fulcro dell’opera di Moresco ruota intorno alla vasta opera Giochi dell’eternità, scritta nell’arco di 35 anni, costituita da Gli esordi (1998), Canti del caos (edito in due volumi nel 2001 e 2003) e Gli increati (2015). Tra le sue altre opere: La cipolla (1995), Lo sbrego (2005), Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno (2005), Merda e luce (2007), La lucina (2013), Fiaba d’amore (2014), I randagi (2014), Piccola fiaba un po’ da ridere e un po’ da piangere (2015), L’addio (2016), Fiabe da Antonio Moresco (2017) e, entrambe nel 2018, L’adorazione e la lotta e Il grido.
Fondatore nel 2003 del blog Nazione indiana, nel 2005 ha creato la rivista telematica e cartacea Il primo amore.