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La scena contemporanea nelle scuole

Il progetto “La scena contemporanea nelle scuole” è nato dalla collaborazione con il danzatore e coreografo Alessandro Bedosti e in condivisione con la compagnia teatrale Città di Ebla, a noi legata da una simile identità e comunanza di intenti, che opera a Forlì sotto la direzione artistica di Claudio Angelini.
Il progetto si rivolge a giovani studenti delle scuole superiori di secondo grado, per avvicinarli e stimolarli alla visione del teatro contemporaneo, mossi dalla consapevolezza dell’importante valore del teatro nella nostra società quale strumento di sviluppo di una coscienza critica della realtà a cui, soprattutto in questo periodo storico, riteniamo necessario sensibilizzare le nuove generazioni.

Abbiamo articolato questa esperienza in tre momenti sostanziali:
1. un incontro di natura teorica, introduttivo alla visione di uno spettacolo tenuto dagli autori dello stesso;
2. un incontro pratico che coinvolga gli studenti in un’esperienza laboratoriale in cui condividere alcune delle pratiche che hanno portato alla creazione dell’opera;
3. la visione dello spettacolo e a seguire un incontro/scambio con gli studenti.

Per l’anno accademico 2017/2018 il progetto sta avendo un’edizione pilota che vede coinvolti 4 istituti scolastici (3 di Milano e 1 di Forlì), per un totale di circa 160 studenti, che stanno compiendo un percorso di analisi teorico-pratica e a cui offriamo la visione degli spettacoli La Metamorfosi (di Città di Ebla) e di “Vous êtes pleine de désespoir” (di Teatro delle Moire e Alessandro Bedosti).

Il progetto, a Milano, si sta inoltre aprendo ad una collaborazione con l’Associazione Stratagemmi – Prospettive Teatrali, che si occupa di critica teatrale e formazione teorica.

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“Ciò che abbiamo offerto è stato un percorso intellettivamente elevato, distante dalla possibilità di usufruire del contenuto in maniera semplicistica, distante anche dalla categorizzazione del “mi piace” o “non mi piace”. I giovani a questo non sono abituati: sono abituati a godere o non godere, sono abituati anche a sentirsi chiedere se uno spettacolo, una lezione, un autore è piaciuto o non è piaciuto loro.

Alcuni (soprattutto gli studenti del professionale) si sono lasciati colpire molto affettivamente: si sono lasciati chiamare, interrogare, aprire…hanno lasciato che la mente si svuotasse e si sono lasciati angosciare, impaurire, hanno liberato le emozioni, hanno detto che è stata un’esperienza che si porteranno dentro.
Altri (soprattutto gli studenti del liceo economico) hanno valutato intellettivamente, sentendosi spiazzati dal fatto che la rappresentazione teatrale non offrisse interpretazioni univoche, non offrisse certezze su cui basare un proprio giudizio; alcuni hanno detto che non hanno capito il senso dello spettacolo; altri hanno apprezzato la diversità, la stranezza rispetto a ciò con cui sono abituati ad avere a che fare.

Personalmente ho colto un fluire di energia positiva nell’incontro tra noi “provinciali” e loro artisti: è una sensazione che tutti gli adulti presenti hanno percepito e che ha arricchito il cuore di tutti.  Esprimo così il mio grazie all’incontro tra diversità, che ha permesso a ciascuno di nutrirsi di un nuovo.

Dal punto di vista di una valutazione complessiva più intellettiva, direi certamente che abbiamo offerto un percorso meravigliosamente difficile”
D. Terrenghi – Professoressa Liceo B. Melzi Legnano MI

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